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You make me feel like a natural woman


“Celeste”

La fotografia come emozione – Voyeur 2014

Mia soave, di cosa odori?
Di che frutto? Di che stella? Di che foglia?
Presso il tuo piccolo orecchio o sulla tua fronte
mi chino, ficco il naso tra i capelli e il sorriso,
cerco di riconoscere, la stirpe del tuo aroma: è
soave, ma non è fiore, non è coltellata di
penetrante garofano o impetuoso aroma di violenti
gelsomini, e’ qualcosa, e’ terra, e’ aria, mele o legnami,
odore di luce sulla pelle, aroma della foglia dell’albero
della vita con polvere di strade e freschezza d’ombra
mattutina alle radici, odor di pietre, di fiume, ma piu’ ‘
simile a una pesca, al tepore del palpito segreto del
sangue, odore di casa pura e di cascata, fragranza di
colomba e capelli aroma della mia mano che perlustro’
la luna del tuo corpo, le stelle della tua pelle stellata,
l’oro, il grano, il pane del tuo contatto, e li, per tutta la
lunghezza della tua luce furiosa, sulla tua circonferenza
d’anfora, sul calice, sugli occhi del tuo seno, tra le tue
ampie palpebre e la tua bocca di schiuma, su tutto lascio’,
la mia mano lascio’ odor d’inchiostro e selva, sangue e
frutti perduti, fragranza di obliati pianeti, di puri fogli
vegetali, li il mio stesso corpo sommerso nella freschezza
del tuo amore, amata, come in una sorgente o nel suono
di un campanile lassu’ tra l’odore del cielo e il volo degli
ultimi uccelli, amore, odore, parola della tua pelle, dell’idioma
della notte nella tua notte del giorno nel tuo sguardo.
Dal tuo cuore sale il tuo aroma come dalla terra la luce
fino alla cima del ciliegio: sulla tua pelle io fermo il tuo
palpito e odoro l’onda di luce che ascende, la frutta
sommersa nella sua fragranza, la notte che respiri, il sangue
che esplora la tua bellezza fino a giungere al bacio che mi
attende nella tua bocca.

“Pablo Neruda”

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Il Carnevale di Venezia 2014

Un Carnevale da Fiaba – La Fantastica Foresta.
Il Meraviglioso e il Fantastico nella Natura.

Nella Venezia del settecento, per molti giorni all’anno il mondo sembrava non opporre più alcun limite ai desideri, tutto diventava possibile e non c’era pensiero o sogno che non potesse essere realizzato. Il settecento fu il secolo che, più di ogni altro, la rese sede delle infinite suggestioni e regno della fantasia del mondo. Era l’epoca di Casanova, eroe romanzesco e celebre avventuriero, le cui gesta hanno fatto parlare il mondo, e la cui fama è legata indissolubilmente alla sua fuga leggendaria dai Piombi di Venezia e al suo mondo superficiale, festante, decorativo e galante. Era il mondo della pittura del Tiepolo e di tanti altri e, la patria di Carlo Goldoni, il padre della commedia di carattere, e sicuramento uno degli autori italiani più conosciuti all’ estero:

“Qui la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.

Oggi è uno splendido appuntamento in  grado di richiamare visitatori da tutto il mondo.
Migliaia di maschere invadono la laguna e per più di dieci giorni Venezia si trasforma in una continua rappresentazione teatrale in maschera, in un mondo fatto di balli, scherzi, galà esclusivi e incontri romantici.

Non potevo certo perdermi questo nuovo apuntamento con la natura, e dopo il festival vegetariano di Pukhet, mi sono preso davvero una rivincita in un carnevale del tutto ispirato alla bellezza e all’allegria….questo il mio servizio fotografico

proiezione fotografica