Matrimonio Marghe & Ale: Atto II

Matrimonio Marghe & Ale

Atto II

Kitros


14 ottobre 2012
…e la festa continua

World Wide Web, la più grande rivoluzione di tutti i tempi!
Da questo momento, in tutto il mondo, chiunque potrà cliccare sul mio sito e “linkare il post” o aggiungere un “mi piace ” su facebook e condividerne le immagini.
E’ questa la vera globalizzazione, dove tutti facciamo esattamente le stesse cose, nello stesso modo, sulle stesse macchine e a volte, addirittura, nello stesso momento.

Ma le emozioni saranno anche quelle le stesse?.

Non è retorica, è la storia del nostro presente.

Per fortuna il nostro passato, la nostra diversa culura, le nostre diverse origini e i percorsi ci hanno permesso di costruire “un’identità” ancora da difendere, e con essa una carica vitale che riesce a resistere ad ogni globalizzazione.

Se avrete la fortuna, come ho avuto io, di vivere una doppia realtà, come nel caso del matrimonio di Margherita & Ale, vi troverete a scoprire che esistono ancora fantastici mondi diversi e paralleli.
Dopo aver festeggiato il “nostro Matrimonio” a Firenze siamo volati a Katerini, più precisamente a Kitros, un piccolo paese di poche anime in prossimità della penisola calcidica e all’ombra del monte Olimpo.
Forse ancora un’Italia degli anni 50, dove la recessione degli ultimi tempi si è fatta sentire ancor più che da noi, ma l’esperienza è stata davvero intensa!
Su uno scenario di una tradizione ancora viva e sentita, quello che più mi ha colpito è stata “l’accoglienza” festosa di tutti, la partecipazione in massa, da parte del paese, ad un “evento collettivo”; la voglia davvero di trasmettere con il cuore la gioia di esserci.

Un matrimonio in Grecia è ancora l’opportunità di ritrovare il legame con la famiglia e la voglia di esportarlo per condividerlo con tutti, è ancora la capacità di saper ridere, gioire e divertirsi nella sempicità.

Grazie Binelis!

World Wide Web, η μεγαλύτερη επανάσταση όλων των εποχών!
Από τώρα και στο εξής, σε όλο τον κόσμο, ο καθένας μπορεί να κάνει κλικ στην ιστοσελίδα “σύνδεσμο στη θέση” μου ή να προσθέσετε ένα “σαν” μας στο facebook και εικόνες μετοχή.
Και «αυτή είναι η πραγματική παγκοσμιοποίηση, όπου όλοι κάνουν ακριβώς τα ίδια πράγματα με τον ίδιο τρόπο, στα ίδια μηχανήματα και μερικές φορές ακόμη και την ίδια ώρα.

Αλλά τα συναισθήματα είναι επίσης οι ίδιοι;.

Αυτό δεν είναι ρητορική, είναι η ιστορία της σημερινής μας.

Ευτυχώς, το παρελθόν μας, διαφορετικά culura μας, διαφόρων προελεύσεων μας και τα μονοπάτια μας επέτρεψαν να χτίσει «ταυτότητα» εξακολουθεί να υπερασπιστεί, και μαζί με αυτό μια ζωτικότητα που μπορεί να αντέξει σε οποιαδήποτε παγκοσμιοποίηση.

Αν είστε τυχεροί, όπως είχα, να ζήσουν μια διπλή πραγματικότητα, όπως στην περίπτωση του γάμου της Μάργκαρετ & Ale, θα ανακαλύψετε ότι υπάρχουν ακόμη φανταστικό κόσμο και παράλληλα.
Μετά τον εορτασμό “γάμο μας” στη Φλωρεντία πετάξαμε στην Κατερίνη, με μεγαλύτερη ακρίβεια σε Κίτρος, μια μικρή πόλη λίγα άτομα στην περιοχή της Χαλκιδικής και στην σκιά του Ολύμπου.
Ίσως η Ιταλία της δεκαετίας του 50, όπου η ύφεση των τελευταίων χρόνων έχει γίνει αισθητή περισσότερο από ό, τι εδώ, αλλά η εμπειρία ήταν πραγματικά έντονη!
Σε ένα σενάριο μιας ζωντανής παράδοσης και ένιωσα, αυτό που μου έκανε μεγαλύτερη εντύπωση ήταν “καλωσόρισμα” εορταστική απ ‘όλα, τη συμμετοχή σε μάζα από το χωριό, σε μια “συλλογική εκδήλωση”, το θέλει πραγματικά να μεταδώσει με την καρδιά η χαρά του να είσαι.

Ένας γάμος στην Ελλάδα εξακολουθεί να είναι η ευκαιρία για να ξαναβρεί ο δεσμός με την οικογένεια και την επιθυμία να εξάγει να μοιραστώ με όλους, ακόμη και την ικανότητα να γελούν, να απολαύσουν και να διασκεδάσουν στην απλότητα.

Ευχαριστώ Μπινέλη!

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Bugatti, l’auto francese dall’anima italiana!


Nessuna casa di automobili può dire di aver avuto una storia tanto travagliata quanto quella della Bugatti. Queste auto da sogno, da sempre ammantate di un’aura di leggenda, hanno vissuto tempi bui e momenti di grande splendore, passando per le mani di una serie di proprietari da diversi paesi europei.
La Bugatti nasce proprio per iniziativa di un italiano, il milanese Ettore Bugatti, che nel 1909 fonda la storica fabbrica di automobili a Molsheim, in Alsazia, zona che allora si trovava in Germania ma che oggi fa parte della Francia.
La casa alsaziana riuscì a toccare negli anni picchi di eccellenza insuperati a livello di ingegneria, design e sfarzo. Bugatti è infatti ancora oggi in tutto il mondo sinonimo di un mondo esclusivo e per pochi, ma in cui chi riesce ad entrare può aggiudicarsi il meglio in circolazione.
Tratto caratteristico della storia della Bugatti è stato quello spirito multiculturale che da sempre la contraddistingue. Nel tempo si sono avvicendati proprietari francesi, italiani e tedeschi, ma le auto hanno sempre mantenuto quello stile unicamente italiano, vedendo i migliori designer del Bel Paese collaborare alla realizzazione delle auto dandogli il loro tocco personale.
Nel 1987 l’imprenditore Romano Artioli acquista il marchio Bugatti e annuncia di volerne riprendere la produzione aprendo uno stabilimento a Campogalliano, in provincia di Modena. La storia di questa nuova società, la Bugatti Automobili SpA, durerà pochi anni, dato che già nel 1995 dichiara bancarotta. Ma nei suoi pochi anni di vita gli si deve riconoscere il merito di aver riportato alla ribalta il marchio con una nuova generazione di Bugatti, di cui si ricorda soprattutto la mitica EB110.
Romano Artioli, intenzionato ad un rilancio in grande stile, investe oltre 100 miliardi di lire per sviluppare una vettura per certi versi rivoluzionaria, la EB110, e costruisce uno stabilimento all’avanguardia, a Campogalliano, nel pieno di quell’Emilia sempre stata “terra dei motori”. Ma l’investimento non produce i frutti sperati: la Bugatti chiude nel 1995. Artioli, oggi 84enne, rivela la sua verità sulle dinamiche che portarono al fallimento:
“Sabotaggio!!” teso a danneggiare un’azienda molto ambiziosa e per la quale lavoravano tecnici proveniente anche da realtà concorrenti. Artioli esprime inizialmente il suo scetticismo nei confronti nell’area geografica, che paragona alla “bocca del leone” in quanto molto vicina agli stabilimenti delle Ferrari e Lamborghini. “Volevo fare queste cose in Francia”, sono le sue parole. “Ma non ci fu niente da fare. I modenesi lei non li schioda, e senza questa gente si poteva fare la Bugatti”.

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