Cuba si impone allo sguardo con il contrasto stridente tra il fascino decadente dei suoi palazzi e la forza della sua storia. Sotto la superficie della musica e delle spiagge caraibiche, l’isola vive il dolore silenzioso e quotidiano del suo popolo, segnato da una crisi economica cronica, dalla scarsità di beni essenziali e dal peso dell’isolamento. È un microcosmo complesso, dove la resilienza e l’orgoglio dei cubani si scontrano ogni giorno con la fatica della sopravvivenza e il desiderio di futuro, offrendo un’esperienza intensa che non lascia spazio alle mezze misure.
Cuba è mastodontiche Buick, Chevrolet, Studebaker e Desoto
di improbabili colori fuori moda che arrancano miracolosamente per le strade sconnesse.
Cuba è la pigrizia incorreggibile di gran parte dei cubani.
Cuba è un viaggio nel tempo, dove il tempo non esiste.
Cuba è l’acqua e la luce che se ne vanno sul più bello, per tutta la sera.
Cuba è una vecchia ruota di bicicletta senza raggi usata dai bambini per giocare al cerchio.
Cuba è vedere nelle case fili elettrici scoperti dovunque.
Cuba è quartieri dell’Avana pieni di palazzi demoliti o sventrati come in un immediato dopoguerra.
Cuba è una sorpresa continua.
Cuba è un paradiso.
Cuba è, dopo tutto quello che vedi, non poter non voler bene e amare il popolo cubano.
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